Sentire che un’altra persona può comprendere i nostri sentimenti e i nostri pensieri è molto importante per non sentirci isolati, e dopo aver concluso la lettura dello straordinario lavoro di Antonello Colli, Il desiderio di essere capiti, ho subito pensato che per essere compresi prima di ogni cosa dobbiamo conoscere la persona che ci abita e per fare questo è necessaria anche la relazione, «il nostro senso del Sé è strettamente connesso a un dialogo o alla possibilità di un incontro con l’altro». Possiamo ricavare risorsa dalla relazione con l’altro grazie a ciò che viene definita fiducia epistemica, ossia «il riconoscimento da parte di un individuo del fatto che i contenuti mentali proposti da un’altra persona possono avere una rilevanza per se stessi, rappresentando informazioni potenzialmente utili per accrescere la conoscenza di se stessi».
Nel libro sono contenuti numerosi strumenti, utili ad affrontare un percorso di comprensione individuale in relazione con il mondo, spiegati con la terminologia tanto cara alla psicologia. È un tragitto importante e impegnativo per riuscire a decifrare le emozioni che ci accadono dentro e che spesso subiamo in maniera anonima, sarà possibile apprendere che «sentirsi capiti dagli altri rappresenta un fattore centrale per sviluppare una connessione relazionale. Sentirsi capiti svolge un ruolo protettivo anche nei momenti di conflitto relazionale». Ma in che modo l’individuo riesce ad accedere a esperienze intersoggettive? Grazie ad un capacità psicologica chiamata mentalizzazione; concetto straordinario e interessante da valicare, mentre attraversa una buona parte del libro. La mentalizzazione si riferisce all’abilità di un soggetto di interpretare il proprio e altrui comportamento facendo inferenze basate su stati mentali.
Ho vissuto la lettura tra una teoria e l’altra esemplificate da schemi che aiutano la comprensione, tra un rallentamento e una accelerazione negli approfondimenti delle appendici; il mondo sociale è complesso e per sopravvivere bisogna essere in grado di imparare dagli altri solo dopo aver valutato cosa sono in grado di darci. Una zona del libro a me cara si dedica al rapporto tra paziente e terapeuta, evidenziando l’importanza dell’atteggiamento del terapeuta, utile al paziente nella conoscenza della sua mente. Mettiamo la nostra mente nella condizione di comprendere la vita, il posto che occupiamo, la relazione con gli altri esseri umani, in questo modo possiamo diventare chi siamo e attivare un processo di comprensione reciproca. Cerchiamo di non restare uguali per l’eternità, di reagire attraverso un processo di esplorazione, puntiamo al cambiamento; e dopo la lettura di questo libro possiamo mettere i panni ad asciugare nonostante il temporale.
ANTONELLO COLLI
Il desiderio di essere capiti
Raffaello Cortina Editore
