Propongo di leggere Autobiogrammatica di Tommaso Giartosio perchè è un romanzo molto raffinato. L’autore racconta la vita di Tommaso attraverso le parole che apprende durante la crescita, prima di tutto dai suoi genitori, un padre molto silenzioso e una madre che al contrario ha sempre avuto molte parole da dire utilizzando “anche il vocabolario delle catastrofi”. Tommaso da adulto svilupperà amore verso la letteratura e così descrive meravigliosamente il padre: «Non ha molti amici. Non parla di loro. Sono amici molto intimi; ma la sua soglia di intimità è molto alta, anche loro la superano di rado. La sensazione è che di molte cose lui non parli affatto, neanche con sé stesso. In linea di principio è pronto a affrontare qualunque tema, crede nella democrazia del pensiero, ma crede anche che su tante cose non si possa dire granché: più che altro non se ne sa nulla. La sospensione del giudizio è una trincea in cui si può restare incastrati per sempre, a sorvegliare la terra di nessuno del pensabile possibile. Ma ha le sue certezze. Ama i suoi amici, e adora i figli e la moglie. Silenziosamente. Platealmente. Detesta i pettegolezzi. Cela le emozioni. Non è che non possieda un’intimità; è che l’intimità è, appunto, intima: un superlativo, come infimo, minimo, ultimo».
La vita di un uomo che si confessa attraverso il rapporto che ha stabilito con il linguaggio, frasi e parole che restano dentro, dove qualcuna ogni tanto rivela la propria identità. L’autore si sposta da un tema ad un altro come l’amicizia, l’amore, il pregiudizio, la violenza politica e utilizza ogni volta un linguaggio diverso. I legami si fondono con la sintassi, mentre a volte si ride e altre ci si commuove. Possiamo leggere un libro che contiene la bellezza musicale dei significati delle parole; queste ultime possono essere nuvole incollate al cielo, foglie cadute, possono essere sentite, impreviste, sognate. Le parole che costruiscono il romanzo sono anche divieti a cui disubbidire, a volte piene di rispetto altre volte indecorose.
Ho amato la difficoltà alla quale mi ha sottoposto la lettura, utile nel chiedermi presenza non solo attenzione e alla fine ho potuto superare i miei cliché per procedere in avanti verso l’alto. Sono grata a Giartosio per credere ‘al giro di parole’ perché è un approccio in grado di esprimere la poesia che sosta tra le pieghe della realtà. Consiglio di leggere questo romanzo a chi desidera allenare la propria complessità, a chi come l’autore cerca costantemente di smarcarsi da dogmi e insegnamenti predisposti e sceglie le parole giuste per affermare la propria identità.
«Il linguaggio esiste in quanto si contrappone al silenzio. È difficile per noi concepire un mondo umano ancora privo della facoltà di parlare: eppure dobbiamo voltarci indietro e immaginare il momento in cui la prima parola venne pronunciata».
TOMMASO GIARTOSIO
Autobiogrammatica
Minimum fax
