Stoner

John Edward Williams è nato nel 1922 e morto nel 1994. Nel 1965 ha scritto il libro per cui oggi è più conosciuto, Stoner, che narra la vita di un docente universitario della provincia americana. Il successo dell’autore arriva molti anni dopo la sua morte e la storia di questo romanzo è molto curiosa. Quando venne pubblicato riuscì a vendere circa duemila copie, ma nel 2003 venne riproposta la pubblicazione negli USA dalla casa editrice Vintage Classic e rilanciato nel 2006 dalla casa editrice New York Review of Book. Nonostante ricevette stima e ammirazione da scrittori americani a consacrare Williams fu l’Europa, prima la Francia e poi tutto il continente.  In Italia due case editrici hanno pensato di pubblicare i libri dello scrittore, Castelvecchi e Fazi nel 2012.

Per il professor Stoner il vento è sfavorevole, sposa una donna che non ama dalla quale non divorzia,  ha colleghi in carriera che mettono a repentaglio la sua, la figlia si allontana da casa,  gli allievi non lo stimano.  Nell’incipit trapela l’intera vita di William Stoner, che sembra essere silenziosa. «William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910,  all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido. Quando morì, i colleghi donarono alla Biblioteca dell’Università un manoscritto medievale, in segno di ricordo. Il manoscritto si trova ancora oggi nella sezione dei “Libri rari”, con la dedica “Donato alla Biblioteca Dell’Università del Missouri in memoria di William Stoner, dipartimento di Inglese. I suoi colleghi”». 

Non si può tacere di fronte alla bellezza della lingua, la ricerca psicologica affilata, la fiducia che ripone nelle lettere, alle quali affida il suo sentire, come il protagonista della storia. Williams riesce a mettere al mondo un personaggio remissivo, l’indulgenza è il suo tratto principale, lui sopporta e tace e nonostante tutto il lettore s’innamora di questa apparente inerzia. Si percorre la storia sotto scacco dei nostri pensieri a forma di domanda;  allora l’eccesso di sensibilità rende vulnerabili? Perché non riusciamo a puntare sulla nostra irrepetibilità? Esiste il fallimento? In fondo a Williams quello che interessa è di tracciare tra queste pagine, e ci riesce,  la coscienza di un uomo.
Forse ad ogni matrimonio infelice corrisponde una storia clandestina, perché il legame in una relazione sentimentale appartiene all’anima; ma Stoner non intende andarsene, mentre continua a sognare dentro una vita come tante, nel bagliore del mondo. Vive inevitabilmente un amore segreto, senza chiedere nulla a una donna indimenticabile,  ma comprende che amore significa desiderare di conoscere l’altro.
Probabilmente non dobbiamo arrenderci alla nostra mediocrità umana e tentare di dimostrare che c’è anche dello straordinario, che non possiamo solo pensare di esistere, ma dedicarci al vivere.  E John Williams ci racconta proprio questo. 

JOHN WILLIAMS
Stoner
Fazi Editore