Ci siamo accorti che è tornato in libreria La nave morta di B. Traven? Dovremmo imparare a fare attenzione anche alla bellezza e non solo al pericolo. Affascinante epopea di un emarginato, il marinaio Gerald Gale che dopo aver perso i documenti facendo scalo ad Amsterdam per una innocua bevuta, resta senza identità e anche senza barca perché nel frattempo è ripartita. Il protagonista si troverà costretto ad imbarcarsi su uno strano vascello, “una nave della morte” e lavorare come aiuto fuochista; la nave è spinta da armatori, tra l’Europa e le coste Africane, che sperano in un naufragio per riscuotere i soldi dell’assicurazione.
Bruno Traven scrisse per la prima volta questo romanzo tra il 1923 e il 1924, in Italia sarà pubblicato da Longanesi nel 1959. Si sottrae anche alla sua identità, firmandosi B. Traven, del quale inizialmente non si conosceva per intero neanche il nome, né dove vivesse, si sapeva soltanto che era nato in America da genitori di origine norvegese e scozzese, che aveva passato la quarantina e scriveva in inglese. Eppure dalla sua penna era nata una quantità di romanzi di successo come Il tesoro della Sierra madre.
I lettori accorti e gli amanti dell’avventura non possono perdersi la narrazione di questa storia anarchica e anti-capitalista. La storia è narrata da un vecchio marinaio; a mio avviso quando tra i personaggi si inserisce il mare, merita sempre di essere ascoltata, la scrittura è degna della stima del lettore, che sarà condannato a restare incollato tra le pagine fino all’ultimo foglio. Privi di identità è impossibile ricevere credibilità, ma la determinazione in questo romanzo prende la forma del valore più grande fino a diventare un super potere. La storia, lo stile, il divenire ci portano alla mente molte assonanze letterarie, da Kafka a Pirandello, passando per London e anche Hemingway. Faccio un po’ fatica a seguire le assonanze quando ho tra le mani una storia di Traven perché credo che assomigli solo a Traven con la sua immensa capacità di raggirare e nascondersi. Sono d’accordo con le parole di Goffredo Fofi quando dice che «questo scrittore è l’occasione per una riflessione acuta e intrigante sui dilemmi della scrittura e della politica in un’epoca di mortificazione degli individui e trionfo dei narcisi».
B. TRAVEN
La nave morta
Traduzione : Matteo Pinna
Wom Edizioni

S.O.S. York! (Das Totenschiff) è un film tedesco del 1959 diretto da Georg Tressler, basato sul romanzo La nave morta di B. Traven.
Da non perdere!
