Saremo leggeri

Durò quattordici anni la storia d’amore pirata tra Albert Camus e Maria Casarès. Lei ha ventuno anni aspirante attrice, lui ne ha trenta ed è uno scrittore affermato, grazie alla pubblicazione del libro Lo Straniero nel 1942 da Gallimard. Lei è spagnola, lui Algerino. Nel 1944 Marcel Herrand dà a Maria le prove di stampa del Malinteso, dramma scritto da Albert Camus di cui lei non aveva mai sentito parlare. Si incontrarono a Parigi. Camus allora era separato dalla moglie Francine Faure a causa dell’occupazione tedesca, era impegnato nella resistenza, per questo motivo era in esilio nella città francese. La sera del 6 giugno del 1944 diventano amanti, è il giorno dello sbarco degli alleati in Normandia.
Quando la moglie raggiungerà lo scrittore nell’ottobre dello stesso anno, Maria lascia Albert e lui ne è sconvolto, scrive in una lettera «Ovunque mi giri, vedo solo la notte». Avevano riconosciuto subito i segni di una passione e di una tensione relazionale poco comune. Il 6 giugno del 1948 si incontrano per caso sul Boulevard Sant Germain. La storia riparte alla grande, tra alti e bassi, ma sempre profondamente legati, non si lasceranno fino al 1960, quando purtroppo lo scrittore morirà a causa di un incidente stradale. Qualche giorno prima lei gli scrisse, «Aspetto il miracolo perennemente rinnovato della tua presenza».

Saremo leggeri è la loro storia d’amore raccontata dalle 865 lettere che si scambiarono, il titolo è ripreso da un passaggio meraviglioso scritto da Camus in una lettera, «Verrà il momento in cui nonostante tutti i dolori saremo leggeri, gioiosi e veri». Un mattoncino di carta indimenticabile, edito da Bompiani, che restituisce una storia raccontata dai loro protagonisti, di cui è possibile seguire gli avvenimenti storici e personali che sposano i sentimenti. La raccolta epistolare, genere che normalmente prediligo leggere, ci conferma la grandezza della penna di Albert Camus, che in questo contesto non è destinata a un progetto come un romanzo ma a dei fogli privati, eppure la sua scrittura è sempre lucida, lungimirante e rivelatrice. Si, Albert Camus era uno scrittore, prima di ogni altra cosa che è riuscito ad essere. Il 4 gennaio del 1960 muore, il pomeriggio Maria torna a casa dopo aver registrato per la Radio, alcuni passi del Sogno di una notte di mezza estate, ad attenderla l’amica Micheline Rozan che le comunica la brutta notizia. Stravolta e annientata non volle mai sapere i particolari dell’accaduto, cercherà sempre di ignorare la tragedia, tanto da chiedere all’amica di portarle della terra dalla sua tomba, dove lei non si recherà. Maria scrive in una lettera, riferendosi a Camus, «tutto quello che in un uomo può essere chiamato uomo».

«Ci siamo incontrati, ci siamo riconosciuti, ci siamo abbandonati l’uno all’altra, ti rendi conto di ciò che ci è stato dato?». Consiglio la lettura di questo libro sorprendente con un bel sottofondo musicale, come Beast Epic (Iron&Wine), e tutto vi sembrerà più leggero, ma proprio tutto.

 

Albert Camus – Maria Casarès
Saremo leggeri
Bompiani