Elvira

Un libro a volte riesce ad essere il risultato di una ricerca testarda, motivata dalla passione e dalla bellezza. Costringe al viaggio, alla scoperta, alle interviste; così è cominciato il cammino della giornalista e scrittrice Flavia Amabile, dopo aver letto un articolo pubblicato in un giornale locale, dove scopre Elvira Notari e resta intrigata nel mistero che avvolge una donna pioniera e si domanda; per quale motivo è stata dimenticata? Decide di raccontarla attraverso la formula del romanzo storico, e nasce di nuovo Elvira. Probabilmente immaginare la sua vita è stato un movimento complesso perché lei non ha lasciato nulla, non ci sono lettere, non ci sono interviste per questo motivo Flavia Amabile comincia a ideare intorno a lei scene di vita, innescate da piccoli dettagli.

Elvira Notari nasce a Salerno nel 1875 frequenta la scuola femminile e poi si trasferisce a Napoli con la famiglia dove lavora come modista e incontra Nicola Notari, pittore specializzato nella colorazione di pellicole fotografiche. Si sposano, lei prenderà il suo cognome, iniziano a lavorare insieme e dalla colorazione delle foto passato alla colorazione dei film. Nel 1909 Elvira fonda la Film Dora, una casa di produzione cinematografica. A Napoli c’erano molte imprese manifatturiere a conduzione familiare; l’attività cinematografica rientrava proprio in questo contesto e si chiamava manifattura cinematografica, l’attività era di tagliare e cucire la pellicola nel montaggio. Prima si occuperanno di fare gli spot pubblicitari ad introduzione dei film, e poi Elvira propose al marito di realizzare dei loro film, il cinema diventa parte integrante delle loro vite, dove Nicola si occupa della parte tecnica, mentre Elvira della sceneggiatura e della regia; lei è considerata la prima regista donna Italiana. L’attività cinematografica è a conduzione famigliare, tanto che in famiglia avevano tutti dei ruoli prestabiliti; ad esempio compare sempre Edoardo Notari, suo figlio, detto Gennariello. Elvira Notari girerà circa 160 film tra lungometraggi e cortometraggi dei quali purtroppo è rimasto poco; il suo cinema muto racconta amore e violenza, trasuda empatia.  Lei si occuperà anche della distribuzione, la sua caparbietà portò la Dora Film fino a New York, senza che Elvira ci fosse mai stata. La casa di produzione chiuse i battenti nel 1930 e la sua famiglia non ha avuto la volontà di rivendicare la sua grandezza. 

Flavia Amabile racconta una donna libera, che ha vissuto un mondo dove non aveva il diritto di voto, anzi aveva il solo diritto di restare circoscritta nel ruolo di crescere i figli. Invece Elvira Notari, piccola e magra con gli occhi vispi, fu una donna ambiziosa, madre e moglie responsabile.
Il romanzo evidenzia la donna che all’inizio del Novecento non mette da parte il proprio sogno e decide di lavorare, oltre una famiglia, anche se lei, in quanto donna, non poteva essere riconosciuta a capo della produzione per questo motivo sarà sempre il nome del marito a comparire. Nonostante le poche informazioni, la scrittrice riesce a sviluppare dei dettagli meravigliosi e la bellezza di questa storia risiede anche nell’Amore di Elvira per suo marito, un uomo che l’ha supportata in quella continua tensione creativa. Elvira Notari affronterà temi incredibili per la sua epoca; spesso ha infatti raccontato la donna che vive a Napoli e che fugge dall’uomo con un gesto di autonomia, raccontava la voglia di libertà, ma l’unica fine possibile a questa voglia era di essere ammazzata.
Muore nel 1946, intorno a lei c’era un silenzio ingiusto che fortunatamente il lavoro di Flavia Amabile riesce ad interrompere grazie a questo importantissimo romanzo, da leggere e da vivere. 

 

FLAVIA AMABILE
Elvira
Einaudi – Stile Libero Big

Elvira Coda – Nicola Notari (1920)