Yasunari Kawabata profuma di Giappone. Molti tra gli scrittori che avevano sfondato prima della grande guerra rimasero inattivi durante il conflitto e ripresero solo dopo la fine. Nel dopoguerra l’editoria dovette affrontare numerosi problemi economici, a causa della carenza della carta e anche dei bombardamenti che avevano distrutto le tipografie. Kawabata insieme ad alcuni amici riesce a dare vita ad una biblioteca circolante a Kamakura, appena fuori Tokio, una biblioteca che trasformerà in casa editrice, animata dalla forza creatrice. Grazie alla casa editrice darà vita ad una rivista letteraria Ningen dove scriveranno dei nuovi talenti giapponesi, individuati dallo scrittore. Nel 1968 gli viene assegnato il Premio Nobel e nel 1972 muore, probabilmente suicida. La condizione di orfano è un elemento che influenzerà tutta la sua vita e anche la sua letteratura.
Bellezza e tristezza prima di conoscere una stesura definitiva nel 1965, è pubblicato a puntate dal 1961 al 1963, e diventerà un romanzo quando sarà pubblicato dalla casa editrice Tokyo Chuco Bunko; contemporaneamente trasmesso nella versione radiofonica a cura di H. Makoto. Il protagonista della storia è uno scrittore, Toshio Oki, che la notte di capodanno si reca a Kyoto per ascoltare le campane. Dal suono nasce un pensiero nostalgico alla sua amante Otoko per la quale ha scritto il suo romanzo di successo, La sedicenne. Da lì la loro vita si intreccia tra il sogno e la realtà, si intreccia a distanza di anni, tra affetto e risentimento. La storia lascia lo spazio ad un tempo completamente interiore. Lirico ed ermetico, dal raffinato erotismo, Kawabata attraverso la narrazione cerca di vincere il passare inesorabile del tempo. Il suono poetico accompagna il protagonista dentro al suo passato, i flashback mettono in evidenza le molteplici facce dall’amore. Consegna la bellezza alla bellezza del Giappone, mentre desidera diffondere la cultura di cui è pregna la sua terra. Le descrizioni sono vive di magia, i dettagli esprimono saggezza, con il chiaro intento di portare il lettore al centro della sua dimensione. Tutti i suoi romanzi accolgono un intenso sentimento erotico, potrebbero apparire scandalosi, invece è semplicemente dolce seduzione. Con questo romanzo riesce a dare tanta profondità a cose leggere, dove il silenzio è spesso il modo per sottolineare il sentimento tra i personaggi. La lettura di Bellezza e tristezza è una esperienza indimenticabile, a tratti inusuale perché l’insegnamento non risiede nei significati e ciò che conta non sono gli argomenti, ma l’intuizione e l’emozione che provoca. Succede di sentire una profonda lontananza, succede che riconosci la fedeltà di uno scrittore al suo gusto, di chi vede le cose e le sceglie per raccontarle. L’idea del ritmo finalmente risiede nella lentezza, qualcosa di incomprensibile per l’Occidente.
Kawabata Yasunari ha scritto per chi ama la contemplazione della natura e l’eros quando pervade le cose, per chi osserva il gioco dei riflessi e il rinnovarsi del mondo, a me ha ricordato la presenza del vuoto senza essere ingombrante. Non sarà complicato recuperare questo romanzo per cercare dentro, ciò che è necessario ancora scoprire.
KAWABATA YASUNARI
Bellezza e tristezza
Einaudi
