Éric Vartzbed è uno psicoterapeuta svizzero, che ha deciso di trattare dal suo punto di vista i film più interessanti di un grande regista, ha ritenuto opportuno annunciare Come Woody Allen può cambiarti la vita.
«Gli incontri importanti sono il sale della vita. Spesso fortuiti, essi hanno effetti potenti: ampliano gli orizzonti, riorientano l’esistenza. Per quanto mi riguarda, un amore giovanile ha influito molto sulla mia evoluzione, ma lo evocherò solo indirettamente e per giri di parole. Inoltre, ho provato uno choc, un autentico brivido, quando ho visto per la prima volta un film drammatico di Woody Allen intitolato “Un’altra donna”. Uscendo dalla sala mi sembrava quasi di fluttuare». Gli ingredienti fondamentali nel cinema del regista vengono individuati e descritti da Vartzbed per arrivare a quel significato, in grado di apportare cambiamenti nel nostro vivere. L’umorismo ha esercitato su di lui un benefico influsso, dove lo spirito comico viene descritto come qualcosa di diverso dalla semplice gioia. Lo humour è lo strano piacere che nasce dalla certezza che non esiste certezza, chi ha la capacità di praticare l’umorismo riesce a rinnovare un attimo dopo l’altro, tanto da comprendere che l’arguzia è ciò che permette di liberarci dal senso a tutto vantaggio del senso.
“Io e Annie”, “Hannah e le sue sorelle”, “Settembre”, “Zelig”, “Manhattan”, “La rosa purpurea del Cairo” sono i film principali nel libro, per attraversare il disturbo dell’ipocondria, l’approccio religioso, le irruzioni incontrollabili del destino, il legame con il luogo dove si sceglie di vivere, il cambiamento, la redenzione attraverso l’arte; lo spazio della creazione è vissuto come un rifugio. Questo è principalmente l’universo del regista dove la politica in quanto tale resta in secondo piano, il suo punto di vista è prevalentemente psicologico, perché crede solo in una riforma interiore, la rivoluzione comincia da un livello spirituale e individuale per essere propagata in una collettività. In questo scrigno di cento pagine, il pensiero ha stile. In certi momenti l’insieme delle parole procura nel lettore una vertigine e resta fermo dentro una zona di contemplazione.
Forse Woody Allen ha cambiato numerose vite che guardavano un film rinchiusi in un cinematografo. Naturalmente la possibilità di sperimentare dei cambiamenti interiori grazie al cinema, dipende dalla sensibilità dello spettatore. Occorre abbandonarsi senza ritegno. Anche io negli anni ho sedimentato dei pensieri decisivi, che sono rimasti talmente a lungo da non andarsene più. La liberazione attraverso l’espressione, è una esortazione che ricorre spesso nei primi film; ci invita, attraverso i suoi personaggi, ad esprimere sempre i propri sentimenti, perché chiamare le cose con il loro nome significa incontrare il proprio essere. Ancora nei primi film si ripete un tema tanto caro al regista, i danni che procura il rimpianto.
Illustra la forza della casualità e la forma dell’azzardo, sempre più spesso ci ricorda che non esiste un copione prestabilito, e in mezzo a tutto questo dovremmo essere talmente coraggiosi da riuscire a scegliere l’amore, per lui affrontare anche la possibilità che qualcuno possa esserci e poi andarsene, evitare di scegliere la prevedibilità del dolore e puntare sull’incertezza della gioia. In tante occasioni Woody Allen ci consegna un messaggio, attraverso la difficoltà di essere al mondo, quanto può essere determinante diventare abbastanza forti per abitare pienamente le relazioni umane; significa darsi la possibilità di essere veramente amati. «Il cuore è un muscoletto elastico», la prima volta che ho sentito questa battuta in un suo film, ho pensato, “deve essere il pensiero segreto di chi riesce a scrivere la partitura di ciò che gli accade!”.
ÉRIC VARTZBED
Come Woody Allen può cambiarti la vita
Mimesis / Il caffè dei filosofi

