A Capodanno ho ricevuto un regalo personalizzato, e per questo motivo mi sono dilatata di entusiasmo. È un simpatico oggetto con il quale conteggerò i libri che leggerò nel corso dell’anno che è appena cominciato. Dovrò semplicemente cambiare la tesserina di legno con inciso il numero. Probabilmente la statistica alla fine non sarà dalla mia parte, prevedo che sarà un anno con meno letture in attivo da quando sono sul Pianeta Terra. Il motivo è che ho invaso il campo della scrittura.
Vorrei concludere di scrivere un romanzo, ho una storia che si lascia raccontare perché mentre l’ascolto comprendo quello che risuona dentro. Non devo raggiungere nessun risultato ma desidero compiere un percorso, scrivere aiuta ad affinare lo sguardo e nel mio caso permette di far affiorare i valori che considero tali, come l’impegno, la lealtà, la determinazione. Voglio lavorare con disciplina oltre ogni riconoscimento di una predisposizione, mettere in dubbio il talento significa dover lavorare il doppio ed è la condizione giusta per conquistare la consapevolezza. Mi confronto con uomini e donne di scrittura, rendo pezzi di riflessioni che vengono restituiti con gli interessi, ho vinto il pudore di far leggere quello che scrivo, incasso i colpi, anche quelli più ostili e vado avanti senza nessuna forma di cecità. Voglio arrivare alla fine di questa storia, probabilmente senza pubblicare mai, ma la scrittura è puro cammino, è un modo di stare al mondo, che chiede di rendersi disponibili a scavare dentro, per decidere “come” narrare. Tutto ciò che sto conquistando grazie a questa esperienza nessuno avrà il potere di sottrarla ed ho appreso osservando il mio grillo parlante che scrivere è un atto di generosità. È un Cosmo che ora ho la maturità di accogliere, e probabilmente il senso della mia storia converge esattamente in questo istante; l’istante di una attività lunga e complessa che mi condanna a girare sempre con un bloc-notes e mi obbliga ad avere un metodo, perché l’illuminazione della lampadina che si accende nell’immediato non funziona.
Naturalmente continuerò a proporre nuove letture, e voi continuate a raccontarmi le vostre. La settimana scorsa ho ricevuto una mail straordinaria di un lettore che vive in Molise, dove racconta come attraverso la lettura è riuscito a sostenersi in momenti molto complicati, durante l’anno appena concluso. Poco tempo fa ho partecipato ad un convegno che si è tenuto a Roma, all’Istituto della Sanità, è stata analizzata la relazione tra salute e lettura; un giorno illuminante! Quindi vi auguro di tendere al bene, di leggere dei libri straordinari, in grado di impattare sull’anima, e di tornare indietro diversi rispetto alla partenza. Impariamo a cambiare.
Non concludo con un augurio ma con un consiglio solo perché è il primo giorno di un anno, sotterrate ogni forma di aspettativa, quelle degli altri su di voi e soprattutto quelle di voi stessi su ciò che siete. Non condanniamoci inutilmente ad una vita che non è la nostra.
