Alberi

Gli alberi dicono sempre la verità, mostrano quello che sono e soprattutto non nascondono l’età. Invidio la loro capacità di esserci, riescono ad emozionarci ed esplorano il mondo restando immobili. Nel 2023 è uscito al cinema un film del regista Wim Wenders con il titolo Perfect Day e con l’attore Koji Yakusho nelle vesti di Hirayama, un uomo che restituisce la perfezione ad ogni singolo giorno senza attraversare eventi sensazionali, ma praticando la cura e la dedizione che fanno parte del suo essere. Una pratica con la quale oltre ad alleggerire la fatica, riesce ad acuire la sensibilità che gli permette di accorgersi di quel dettaglio che rende ogni giorno diverso dall’altro. In una scena del film il protagonista legge un libro scritto da Koda Aya figlia del famoso scrittore Koda Rohan che si intitola Alberi. Una scena che non passò inosservata e che mi condusse a svolgere una ricerca e grazie alla quale ho scoperto che contiene quindici saggi sugli alberi, il primo fu scritto nel 1971 mentre l’ultimo nel 1984; il libro fu pubblicato postumo nel 1992. Sono gli anni di instancabili viaggi che la scrittrice intraprese in ogni parte del Giappone, e dove cercò di comprendere appieno gli alberi che incontrava; un legame che permette di cogliere il rapporto con suo padre. Volevo a tutti costi leggere questo libro, se non fosse che non era mai stato tradotto in Italia. Operazione che ha fatto in questi giorni la casa editrice Mondadori (Oscar Cult) attraverso la traduttrice Alice Massa.

Serve a poco dire che ho letto il libro in meno di tre giorni, nonostante tutto. Sarà stata la capacità di questa scrittura pindarica ad intermittenza poetica, con le sue sfumature filosofiche dove raccoglie le metafore in grado di farci gioire di fronte ai Ciliegi in fiore, osservare i Cedri, commuoverci di fronte ai Cipressi, ci fa accogliere gli Aceri; gli alberi per l’autrice sono compagni di vita, con i quali bisogna trascorrere tutte e quattro le stagioni per poter dire di conoscerli. Leggere questo libro è stato un viaggio indispensabile perché la meraviglia è un rifugio, fino a trovare posto nel proprio cuore mentre si continua a fare ordine: «Io penso che sia proprio questo che intendiamo, quando parliamo di piccolezza d’animo: nel momento in cui istauriamo un buon rapporto con qualcosa, non riusciamo a gioirne appieno e a lungo, e peggio ancora, nonostante ci siamo commossi o rallegrati solo pochi istanti prima, presto sentiamo un inspiegabile oppure irresistibile bisogno di resistere o opporci; è questa la natura del cuore fragile».
Per Koda Aya ognuno di noi ha la propria storia personale e lo stesso vale per gli alberi che riescono con la propria identità a vivere senza dire nulla, sopportando le fatiche dentro un tempo splendido e allo stesso modo struggente. In fondo a queste pagine c’è qualcosa di molto importante e di complesso per ognuno di noi e torna la voglia di ascoltare quell’istante di profonda emozione che attraversa un giorno apparentemente ovvio e lo rende autentico, e chi riesce ad accorgersi e accorgersi sempre, trasforma qualcosa di impegnativo come la vita in qualcosa di perfetto.

Koda Aya
ALBERI
Mondadori – Oscar Cult
Traduzione di Alice Massa

Perfect Days è un film del 2023 diretto da Wim Wenders,
basato su una sceneggiatura scritta da Wenders e Takuma Takasaki.