L’inferno è vuoto

Durante l’Angelus domenicale, il Papa annuncia ai fedeli che Dio non esiste e si getta dalla finestra: con un incipit come questo ci si aspetterebbe un romanzo polemico uscito dalla penna di qualche ateo agnostico o un pamphlet degno di un emulo di Dan Brown in cerca di scandalo. E invece no, L’inferno è vuoto non è niente di tutto ciò. Giuliano Pesce ha concepito un hard boiled in stile Raymond Chandler, che strizza l’occhio all’umorismo dei fumetti di Alan Ford e al cinema dei primi film di Quantin Tarantino.

La storia ruota intorno a una schiera di personaggi surreali e strampalati: un boss colombiano, il sosia depresso di un presentatore televisivo, un goffo giornalista in missione segreta, maldestri scagnozzi all’inseguimento di una bara e una femme fatale dai capelli rosso fiammante. Svelare anche solo un dettaglio in più sarebbe un delitto, perciò diciamo solo che Giuliano Pesce lancia il lettore in una serie di inseguimenti, rivelazioni e colpi di scena, in un crescendo sempre più pulp.

Nonostante il suicidio del Papa depresso e gli intrighi all’ombra del Vaticano, l’autore si tiene alla larga dalla fantapolitica e dalle questioni religiose; anche se, tra le righe (anzi, già a partire dal titolo), non mancano gli spunti polemici e si capisce che all’autore piace scherzare con il fuoco senza bruciarsi le dita. Complice una scrittura agile, ricca di dialoghi e di caratterizzazioni, L’inferno è vuoto si legge tutto d’un fiato e regala al lettore un finale a sorpresa che, come nei migliori film noir, lascia davvero a bocca aperta.

GIULIANO PESCE
L’inferno è vuoto
Marcos Y Marcos