Francesco Biamonti

Francesco Biamonti è uno Scrittore italiano nato nel 1928 in una terra di confine come San Biagio della Cima, per questo motivo tenne sempre uno strettissimo rapporto con la Francia, un amore che si rintraccia in tutte le sue opere. La vita di Biamonti è costituita di tanti dettagli tra cui l’ammirazione per Cézanne, il bisogno di Debussy il prendersi cura dei sui alberi da frutta e poi essere stato un bibliotecario; mentre era iscritto alla Facoltà di Lingue orientali di Napoli lavorò alla Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia, dal 1958 al 1964, dove consumò volumi di ogni genere. Biamonti non amava ricostruire la sua vita, pensava che possiamo solo vivere e poi tacere. L’attività di scrittore prende il via con il suo primo racconto che scrive all’età di 23 anni, Serenità tra i fiori. Dopo varie vicissitudini intorno ad un manoscritto dal titolo Colpo di grazia, arriva a pubblicare il suo primo romanzo nel 1983, L’angelo di Avrigue, dopo aver scritto una lettera alla casa editrice Einaudi. Biamonti scrisse solo due lettere in vita sua e una di queste conquistò la stima dell’editore e successivamente quella di Italo Calvino.

Negli ultimi mesi ho letto i suoi quattro romanzi tutti pubblicati da Einaudi, L’angelo di Avrigue, Vento largo, Attesa sul mare, Le parole e la notte; così ripercorro e condivido la mia comunione con questi romanzi in poche parole.
Il primo romanzo colleziona una serie di personaggi che crescono come piante e cercano di mettere in luce i diversi aspetti della vita con citazioni esplicite e implicite.
Il secondo romanzo ha come protagonista Varì un contadino che ha smesso di coltivare le sue terre e che ama Sabel una giovane donna che per amore lo convincerà a cambiare la sua vita. Così il lettore seguirà l’attività di un passeur ligure di clandestini verso la Francia.
Con il terzo romanzo il lettore resta in Attesa sul mare, tra queste pagine ognuno attenderà un ritorno, una storia scritta per tutti i desiderosi di essere ascoltati. La poetica della lontananza incombe e il mare è una grande consolazione. Com’è il proprio mare?
In Le parole e la notte, Leonardo è un maestoso protagonista e viene utilizzato anche per descrivere il paesaggio totale, come il sentire dell’uomo.

L’importante è leggere Francesco Biamonti, così mi fu consigliato. Un uomo che sfruttando i suoi studi di testi poetici e opere di arte figurativa ha portato l’arte dello scrivere sui nostri scaffali. La sua scrittura non è il modello della realtà, ma una ‘controimmagine’ che risulta vivere grazie al dialogo con il tempo. A noi lettori ci offre una visione dalla quale possiamo trarre le conseguenze psicologiche e morali. Il ritmo delle sue parole fa vibrare lo spirito con procedimenti poetici, con metafore e l’immediatezza del sentire. Nessuna divagazione, lo scavo è essenziale. La condizione che ho amato nel leggere le storie di Francesco Biamonti è il silenzio, la capacità di rivelare il lato segreto della più semplice cosa.