Racconti di solitudine

Jack London ha scritto i racconti più belli della letteratura americana, ai suoi tempi fu uno scrittore di fama mondiale, considerato inizialmente uno scrittore di libri per ragazzi grazie a Zanna Bianca o Il richiamo della foresta in verità London, rimasto sempre un po’ ragazzo, fu un grande scrittore e basta. All’inizio del ventesimo secolo ha incarnato il simbolo stesso dell’avventura è stato un vagabondo, un cercatore d’oro un marinaio, ma anche un allevatore un reporter di guerra e un militante socialista. Ha vissuto una vita scatenata, e questo suo essere frenetico è connesso alla scrittura intensa ed emozionante. London non era solo un osservatore ma partecipava, era al centro della sua esistenza. Il popolo dell’abisso anche se non riscuote un grande successo è il suo libro preferito, si sente rappresentato da questo suo lavoro dove inserisce le fotografie che scatta e dove è comprensibile la sua capacità di entrare in contatto con le persone, la propensione all’amicizia che molti ricordano di lui. La sua è una scrittura ambiziosa che ci viene restituita da uno spirito spensierato e un uomo sempre in movimento, colmo di idee.

Racconti di solitudine è un piccolo scrigno che contiene tre racconti selezionati dalla raccolta dedicata ai viaggi nel Grande Nord. In questi racconti la natura attua molti espedienti per far sentire all’essere umano tutti i suoi limiti. Quanto c’è sotto la superficie di ogni cosa? Secondo Jack London la solitudine come situazione estrema fa riscoprire l’amore verso la vita e questo accade ai protagonisti delle tre storie, dove nessuno parla ma tutti pensano, dove conservare la grinta è l’unica soluzione. L’equazione è sopravvivere e inventarsi una vita. Da questo libro sgorgano descrizioni straordinarie, in precisi punti le parole diventano l’odore di bosco, il rumore della notte e l’incertezza dell’individio, «anche se era rimasto solo, sapeva di non essere perso.» Scrive dell’espressione della natura in modo più poetico, dell’aspetto primitivo del genere umano e le molteplici forze che guidano la vita di un individuo. Testimone insostituibile è chi scrive «Il pomeriggio passava con l’incubo del silenzio bianco, mentre i taciturni viaggiatori continuavano il loro cammino. La natura ha molti trucchi per convincere l’uomo della sua finitezza – il flusso incessante delle maree, la furia della tempesta, lo scossone di un terremoto, il lungo rombo dell’artiglieria del cielo – ma il più tremendo, il più sorprendente di tutti è la passività del silenzio bianco. Tutto il movimento cessa. L’aria si schiarisce, i cieli si trasformano in ottone; il più piccolo sussurro sembra un sacrilegio, e l’uomo diventa timido, spaventato dal suono della sua stessa voce.»

Jack London
RACCONTI DI SOLITUDINE
El Doctor Sax