Femmenella

Negli anni Venti incombe il Fascismo e Modesto Emanuele Minnai chiamato Manu è un ragazzino di quattordici anni che durante l’estate si reca a Terralba con i genitori nella notte di San Giovanni; partono dal paese di Lollove «un non luogo dove si era troppo tristi per restare e poco arditi per scappare.» Questa situazione è la scintilla della storia da dove si sprigiona il percorso di trasformazione del protagonista portandolo verso la consapevolezza, al centro della crescita personale. Accade un fatto improvviso che costringerà Manu al trasferimento definitivo nel luogo dove c’è vita, è vivo di pescatori e di tante figure con le quali confrontarsi; ma più di tutto c’è l’incontro con Andrea, suo coetaneo, un attaccamento che lo condurrà dentro le proprie emozioni. I due ragazzi si specchiano l’uno nell’altro perché entrambi vivono una situazione familiare complicata. Andrea è il tramite per la realizzazione di Manu, attraverso il quale concretizza il sogno di libertà. Mentre la narrazione si irradia la storia ti scava dentro, verso un finale intenso, inaspettato e irripetibile.

Femmenella scritto da Davide Piras è una storia lontana nel tempo ma che racconta la condizione umana del presente, come la paura di esprimersi, l’autore utilizza la letteratura per afferrare qualcosa di essenziale che attiene alla verità del nostro tempo. Potete definire il libro un romanzo di formazione oppure un romanzo storico, per me è impossibile etichettarlo, mi piace considerarlo il racconto di una profonda storia d’amore, perché l’amore non può essere contrassegnato e non è mai sbagliato quando è puro. «Pesare la solitudine era un esercizio quotidiano che facevamo volentieri pur di tenerci la libertà di una camminata nel bosco, di un bagno al fiume, di una nottata passata a guardare il mistero delle stelle cadenti prima di dormire, di un mazzo d’asparagi arrostito in un focolare fatto di pietra

La scrittura è immaginifica e costituita da un linguaggio resistente, l’autore di frequente offre delle descrizioni che rivelano ciò che vede, come a chiedere al lettore di mettere a disposizione ciò che prova. È consapevole della sua capacità espressiva e della potenza rievocativa, arriva a toccare il punto più fragile della storia fino a restituire con flussi poetici il valore del passato, anche quello più crudele. La Sardegna è quasi un personaggio, un’isola magica da attraversare per addentrarsi nelle tradizioni, respirare le stagioni e navigare il mare. Tutto nel romanzo ha la sua periodicità, anche il mare che non resta mai uguale a sé stesso, ma si rende disponibile al cambiamento stagionale e per questo coltiva la sua identità. Alla fine sentirai di aver stabilito un legame con Femmenella avvertirai l’importanza di appartenenza ad un punto geografico del mondo, riuscirai ad afferrare la potenza della dignità umana, della quale nessuno dovrebbe mai privarsi e della quale nessuno dovrebbe mai privare qualcun altro.

DAVIDE PIRAS
Femmenella
Piemme